Abbiamo qui oggi Matteo Stoppa al quale abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerlo meglio e dar lui il benvenuto nel team.

1. Qual è il percorso che la ha condotta qui oggi, in Coesa Energy?

Dopo quasi 10 anni di attività nel settore start-up segnati da grandi soddisfazioni, in cui sono riuscito a trasformare progetti e sogni in aziende vere e proprie, e anche ricevuto qualche piccolo riconoscimento, ho deciso di tornare al mondo Corporate. In quell’ambiente dove tutto è iniziato, con un diverso spirito e una nuova visione dell’innovazione. 
Ho quindi deciso di partire insieme a COESA per la concretezza e la voglia di osare, che ci caratterizzano e che sono alla base delle esperienzefatte nel corso degli anni e che mi porterò sempre dietro. Il percorso è iniziato da una comune volontà di essere protagonisti nell’innovazione nella transizione ecologica, partendo da una collaborazione verticale riguardante lo sviluppo business di un brevetto proprietario di COESA, fino alla decisione di prendere le redini di tutti gli aspetti di innovazione aziendale, e dei processi interni allo sviluppo di nuovi servizi e tecnologie.

2. Il ruolo da Innovation Leader: una posizione nuova, ma già fondamentale all’interno del settore dell’efficientamento energetico.
Ci racconti di più.

L’innovazione non è guidata dalla casualità. Se si vuole essere un punto di riferimento in un settore specifico introducendo nuovi modelli di business, servizi e tecnologie, si deve seguire un percorso disciplinato di esplorazione e sperimentazione. L’innovazione tecnologica accelera esponenzialmente e l’innovation leader deve essere in grado di capire quali tecnologie generanno un impatto diretto sul mercato. Parallelamente, i processi interni devono seguire l’andamento dettato dall’innovazione tecnologica. Questa figura ha anche il compito di smussare la rigidità dei processi aziendali, stimolando un clima collaborativo e una cultura che diventi così strumento e parte integrante dellastruttura organizzativa. L’innovazione nella transizione ecologica è un trend in continua crescita e vogliamo essere attori protagonisti di questopercorso.

3. Come mai Coesa Energy: cosa di questa azienda ha catturato la sua attenzione e coinvolto?

COESA si caratterizza per il coraggio nel cambiamento e la decisa volontà di innovarsi oltre che per l’attenzione verso tematiche di estrema attualità con una chiara visione a lungo termine. Tutte caratteristiche essenziali per l’operatività in un settore in cui si vuole emergere con intelligenza ed estrema concretezza.

4. Quindi quali sono esattamente i primi passi che ha compiuto e che in futuro compirà assieme a Coesa Energy? 

Uno dei primi processi verticali a cui puntiamo è la building automation/cognitive building, ovvero mettere a sistema gli interventi diefficientamento energetico che vengono eseguiti in ambito residenziale con un’intelligenza comune di gestione. Questo implementamento permetterebbe di ottenere un ulteriore beneficio energetico ed economico per il cliente finale. Avere un sistema dinamico – e soprattutto user-driven – permetterebbe di rispondere realmente ed efficientemente a quelle che sono le necessità degli utenti nel rispetto dell’ambiente. 
Un assistente vocale casalingo per il controllo della temperatura non risponderebbe né a un’esigenza specifica dell’utente, né all’efficientamento energetico: si tratterebbe, per gran parte delle volte, di un bel gadget da mostrare agli amici. 
In futuro, prevediamo l’introduzione di nuovi servizi di efficientamento energetico, un aumento della digitalizzazione, la sperimentazione e la messa in opera di nuove tecnologie di produzione di energia da fonti alternative in collaborazione con centri di ricerca e start-up del settore.

5. Un’ultima domanda: quali sono le sue previsioni per il mondo delle fonti rinnovabili in relazione allo scenario attuale?

“Knowledge is power“: questo vale in qualunque ambito, ma soprattutto per le fonti rinnovabili. In una situazione di emergenza, in cui la soluzioneva trovata in tempi molto brevi, le fonti rinnovabili non sono sufficientemente ancora reattive per sostituirsi alla dipendenza da fonti fossili, quali metano, carbone, petrolio, ecc. Sicuramente, le fonti rinnovabili devono e dovranno avere un peso maggiore nel bilanciamento energeticodella nazione ed essere maggiormente accessibili. Per far questo serve un piano di azione ben definito, con chiari obiettivi e metodi.


Grazie Matteo, non ci resta altro che dire: Welcome on Board!