Bando Facility Parco Agrisolare 2026: guida completa per accesso, beneficiari e interventi ammessi
Stai valutando un impianto per fotovoltaico agricolo? Il 2026 è l’anno in cui la teoria diventa operatività: ma occhio ai tempi.
Questa guida è pensata per chi decide con la testa e ti porta dritto ai 3 punti che contano davvero per massimizzare il bando agrisolare senza esporti a rischi di vincoli o revoche:
- Se rientri tra i beneficiari e con quale “profilo” (produzione primaria, trasformazione, agroindustriale).
- Cosa puoi finanziare oltre ai pannelli: interventi complementari, contributo per amianto, contributo per batterie di accumulo, ricarica elettrica.
- Come evitare gli errori che fanno saltare l’istruttoria: documenti, cronoprogramma, coerenza tecnica ed economica, principi ambientali.
Agrisolare 2026: che cos’è e perchè aggiorna quello del 2023
Il “Parco Agrisolare” nasce dentro il PNRR (Missione 2) per un’idea semplice: energia pulita senza consumo di suolo.
Nel 2023 molte aziende l’hanno guardato con interesse. Alcune si sono bloccate dalle stesse perplessità che vediamo oggi; ma il contesto del bando Agrisolare 2026 è diverso:
- È un anno-ponte: i progetti di fotovoltaico agricolo PNRR 2026 hanno una timeline serrata e la gestione dei fondi per gli incentivi per impianto fotovoltaico agricolo diventa più selettiva.
- La misura evolve in logica “facility”, cioè in un impianto di sostegno più strutturato, con criteri e priorità più chiari.
- Cresce l’attenzione su legalità, standard e tracciabilità: un segnale politico netto è la priorità ai soggetti aderenti alla “rete del lavoro agricolo di qualità”.
L’impostazione è più manageriale focalizzato sul progetto (con cronoprogramma, coerenza tecnica, rendicontazione pulita).
Tradotto: chi lavora bene e in regola viene premiato.
Cosa finanzia Agrisolare: non solo pannelli, ma una riqualificazione completa
Parlando di solare agricolo, molti pensano solo ai moduli. In realtà, il punto di forza del fondo per contributo agricolo Facility Parco Agrisolare è che finanzia un pacchetto più ampio: energia + sicurezza + efficienza.
A) Impianto fotovoltaico su tetto/copertura
- non si “compra un impianto”, si costruisce un profilo di autoconsumo,
- serve un progetto che regga anche in istruttoria (documentazione, cronoprogramma, sostenibilità).
B) Interventi complementari
Il nome è “Facility Parco Agrisolare” ma la misura non finanzia solo l’energia, anche la salute del fabbricato.
- Contributo per amianto: rimozione e smaltimento ed eventuale sostituzione copertura. Oltre a essere un tema ambientale e sanitario, è assicurativo e patrimoniale.
- Isolamento termico: coibentazione del tetto in funzione della destinazione produttiva.
- Aerazione (tetto ventilato/intercapedine d’aria): utile soprattutto per zootecnia e depositi sensibili (stoccaggi, lavorazioni alimentari).
C) Sistemi di accumulo e ricarica
- Contributo batterie accumulo: l’accumulo serve quando i carichi non sono perfettamente “solari” (es. mungitura serale/notturna, refrigerazione continua, lavorazioni su turni). Se vuoi stabilizzare la bolletta e ridurre la dipendenza dai picchi, le batterie non sono più un optional.
- Colonnine/dispositivi di ricarica: interessanti se l’azienda ha mezzi elettrificabili o flotte (anche piccole), oppure se vuole prepararsi a scenari di elettrificazione progressiva.
Beneficiari e aliquote: quanto puoi ottenere
Qui vale la regola più importante: prima ti inquadri, poi progetti. La misura distingue tra:
- Produzione agricola primaria Se coltivi, allevi o gestisci attività agricole riferite alla produzione, rientri nella produzione primaria. In questa categoria, nelle impostazioni di riferimento della misura, l’intensità può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili, soprattutto quando l’impianto è coerente con autoconsumo/autoconsumo condiviso.
- Trasformazione di prodotti agricoli Qui parliamo di realtà come cantine, caseifici, cooperative di lavorazione: trasformi prodotti agricoli in altri prodotti agricoli. Anche qui l’intensità può arrivare fino all’80%.
- Agroindustriale Per realtà che trasformano prodotti agricoli in non agricoli spesso l’aliquota massima è più bassa: fino al 30% come base, con possibilità di maggiorazioni (es. PMI, zone assistite) secondo regole e limiti dell’aiuto di Stato, arrivando fino al 50%.
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Riassumendo: chi può accedere al Bando Facility Parco Agrisolare 2026?
Chi produce prodotti agricoli nella fase iniziale della filiera:
- Coltivazione e raccolto,
- Allevamento e mungitura,
- Caccia e pesca,
- Gestori di attività agricole,
- Altre produzioni zootecniche-
L’incentivo può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili, soprattutto con autoconsumo.
Chi trasforma prodotti agricoli in altri prodotti agricoli:
- Cantine,
- Caseifici,
- Cooperative di lavorazione.
Il massimo dell’incentivo può arrivare fino all’80%.
Chi trasforma prodotti agricoli in non agricoli.
- Aziende che producono bevande
- Aziende che producono conserve
- Aziende che lavorano gli scarti organico
L’aliquota massima al 30% come con possibilità di maggiorazioni arrivando fino al 50%.
Massimali e limiti di spesa: i numeri per il business plan
Un incentivo serio non è “quanto prendo”, ma “quali costi posso mettere a contributo” e con quali tetti.
Dal quadro di riferimento normativo:
- Pannelli e componenti Fotovoltaci: fino a 1.500 €/kWp.
- Accumulo: fino a 1.000 €/kWh, con massimo di spesa ammissibile per l’accumulo fino a 100.000 €.
- Bonifica e rifacimento coperture/isolamento/aerazione: fino a 700 €/kWp.
- Ricarica elettrica: fino a 30.000 € (secondo importi e quantità dettagliati dagli Avvisi).
Il limite complessivo massimo ammissibile per beneficiario è settato fino a circa 2,33 milioni €.
Questo dato ci restituisce l’entità della manovra: il Governo non sta finanziando piccoli progetti ma trasformazioni energetiche vere.
L’Italia mira a superare l’obiettivo del REPowerEU per i 72 GWp fotovoltaica installata e il settore agro-zootecnico è strategico perché può tagliare costi e emissioni senza togliere suolo alla produzione. È una scelta politica corretta: invece di incentivi a pioggia, incentivi a investimenti che riducono la dipendenza energetica e aumentano competitività.
Scadenze, tempi fine lavori e iter burocratico: come non rischiare di perdere il contributo
La misura è un’opportunità enorme, ma è anche una macchina amministrativa.
La finestra per presentare domanda è breve: una finestra di un solo mese per la richiesta dei contributi a fondo perduto dell’agrisolare.
Ecco di seguito sintetizzato l’iter completo, dalla domanda all’erogazione:
Analisi
Analisi dei consumi e pre-dimensionamento su misura delle esigenze energetiche.
Verifiche e sopralluoghi
Sopralluogo e verifica coperture: strutturale, sicurezza, presenza amianto, vincoli.
Progettazione
Progetto tecnico + computo economico: qui nascono i massimali: se il preventivo non è “leggibile” e coerente, in istruttoria ti fermi.
Documentazione
Relazione asseverata e dossier documentale: cronoprogramma, foto ante operam, documenti catastali, inquadramento beneficiario.
Invio
Invio domanda su portale (GSE): sportello/finestre temporali, compilazione, allegati.
Graduatoria
Istruttoria e graduatoria: ammissibilità formale, controlli, eventuali integrazioni.
Cantiere
Esecuzione lavori: fornitura, posa, sicurezza, collaudi.
Erogazione
Erogazione contributo: a con fatture e pagamenti tracciati secondo regole dell’Avviso.
Quando i tempi sono stretti, il rischio non è quello di non avere una pratica corretta: un errore formale può farti perdere settimane; e settimane, in un bando breve, equivalgono a uscire dal gioco.
Ecco perché, avere un partner fidato fa la differenza: noi di Coesa Energy ci occupiamo delll’intero processo, con trasparenza su tempi, vincoli, contratti e post-vendita.
Se vuoi impostare un progetto di fotovoltaico agricolo o di energia agroindustriale con criteri da impresa, il primo step sensato è una valutazione tecnica ed economica non improvvisata.
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Tutto chiaro?
Chi può accedere al Bando Parco Facility Agrisolare 2026?
Possono accedere al bando 3categorie di soggetti:
- Imprese agricole attive nella produzione primaria (coltivazione, allevamento, attività agricole di base)
- Imprese di trasformazione di prodotti agricoli (cantine, caseifici, cooperative che trasformano prodotti agricoli in prodotti agricoli)
- Imprese agroindustriali (che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli)
Qual è la percentuale di contributo a fondo perduto prevista?
La percentuale varia in base alla categoria del beneficiario:
- Produzione agricola primaria e trasformazione di prodotti agricoli: fino all’80% delle spese ammissibili
- Settore agroindustriale: fino al 30% come aliquota base, con possibilità di maggiorazioni per PMI o aziende situate in zone assistite, fino al 50%
L’intensità del contributo dipende anche dalla coerenza del progetto con l’autoconsumo e dall’inquadramento specifico dell’impresa.
Gli impianti devono essere destinati esclusivamente all'autoconsumo?
Sì, il bando privilegia la logica dell’autoconsumo. Gli impianti fotovoltaici devono essere dimensionati principalmente per coprire il fabbisogno energetico dell’azienda agricola o agroindustriale, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica e stabilizzando i costi energetici.
La misura può prevedere anche soluzioni di autoconsumo condiviso, ma l’obiettivo centrale resta la produzione di energia per il consumo diretto dell’attività produttiva, non la vendita di energia come attività principale.
Quali interventi sono ammessi oltre al fotovoltaico?
Il bando finanzia un pacchetto completo di riqualificazione energetica e strutturale del fabbricato:
- Rimozione e smaltimento amianto con eventuale rifacimento della copertura
- Isolamento termico del tetto (coibentazione)
- Aerazione (tetto ventilato o intercapedine d’aria)
- Sistemi di accumulo (batterie) per ottimizzare l’autoconsumo
- Colonnine di ricarica per mezzi aziendali
Questi interventi complementari permettono non solo di produrre energia pulita, ma di migliorare sicurezza, efficienza e valore patrimoniale dell’immobile.
